Libretto postale per minorenni: la guida completa

Guida al libretto postale per minorenni: caratteristiche, conti, chi può aprirlo e prelevare. Conviene aprire un libretto per bambini, o addirittura neonati?

Si sa, con l’arrivo di un bambino tutta la famiglia desidera dare al piccolo quanti più strumenti possibili, per assicurargli un futuro sereno.

Spesso quindi succede che i parenti più prossimi (in primis genitori e nonni, ma talvolta anche gli zii) decidano di voler aprire un libretto postale per minorenni.

L’idea è quella di accantonare nel corso degli anni una somma di denaro, in modo che, quando il bambino sarà cresciuto e vorrà sostenere delle spese, avrà una piccola somma a cui attingere.

Tuttavia, prima di compiere questo passo, è importante avere tutte le informazioni necessarie su questo tipo di investimento.

In questa guida quindi troviamo la risposta a tutte le domande che si pone colui che vuole aprire un libretto postale per un bambino, anche appena nato.

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Libretto postale per minorenni: la guida con tutte le informazioni per decidere se conviene aprirlo.

Perché aprire un libretto postale ad un bambino o un neonato

Cominciamo questa guida ai libretti postali per minorenni chiedendoci quali sono i due principali motivi che potrebbero spingerci a valutare questa opzione:

  1. accantonare delle somme di denaro per il loro futuro,

  2. insegnare ai bambini a gestire i propri risparmi.

Entrambe le motivazioni sono più che valide.

Inoltre, un libretto postale rappresenta un buon modo di far approcciare i più piccoli al mondo del risparmio e dell’investimento.

Caratteristiche del libretto per minori

Quali sono le caratteristiche fondamentali del libretto per minori?

Innanzitutto, una prima precisazione.

Questo strumento di risparmio è pensato per crescere insieme al bambino, evolvendosi man mano che aumenta la sua età.

Esistono infatti 3 tipi di libretti, che dipendono dalla fascia d’età del figlio. Il passaggio dall’una all’altra è automatico. A cambiare è il grado di autonomia concessa, che aumenta col passare degli anni.

Nel dettaglio, le 3 tipologie sono:

  1. IO Cresco: per bambini da 0 a 12 anni.

  2. IO Conosco: libretto dedicato ai ragazzi tra 12 e 14 anni.

  3. infine, IO Capisco: per i ragazzi che hanno tra 14 e 18 anni.

A partire dal livello IO Conosco, anche il minore può operare e gestire i propri risparmi.

In base all’età del minore, viene aperto il libretto corrispondente (non è quindi necessario partire dalla nascita).

Inoltre, il genitore può richiedere la carta IO.

Approfondiamo il suo utilizzo nella sezione successiva.

Come funzionano invece gli interessi?

Gli interessi maturano dal giorno del versamento fino al giorno del compimento del 18° anno del minore, con capitalizzazione annua al 31 dicembre.

Ad oggi, è riconosciuto lo 0,01% di interesse, lordo, su base annua.

La carta IO

 La carta IO è uno strumento che i genitori possono richiedere per il proprio figlio.

Si tratta di una carta gratuita, senza commissione, dedicata ai ragazzi da 12 a 18 anni, per effettuare prelievi e versamenti negli uffici postali e negli ATM Postamat.

Chi può operare sul libretto postale del minorenne

Ed ora, occupiamoci della parte pratica: le operazioni sul libretto postale.

Quali sono e chi le può compiere?

Le azioni principali sono: apertura, prelievo ed infine versamento.

Nelle sezioni successive ci occuperemo quindi nel dettaglio di chi può aprire un libretto, chi può prelevare e chi può effettuare versamenti, analizzando tutti i casi possibili.

Chi può aprire

Il libretto postale di un bambino può essere aperto solamente da un genitore o da un tutore.

Come fare per aprire il libretto?

Basta recarsi in un ufficio postale italiano, portando con noi:

  • documento d’identità valido del genitore/tutore,

  • codice fiscale del genitore/tutore

  • documento di identità e codice fiscale del minore.

L’apertura inoltre può essere sia in forma cartacea che dematerializzata.

Infine, sottolineiamo che è possibile intestare il libretto solo al bambino minore: non è quindi possibile cointestarlo con la madre, il padre o un’altra persona.

Chi può versare

Ed invece, chi può versare?

I versamenti sul libretto possono essere fatti sia dai genitori (o dal tutore), che da terze parti maggiorenni, se provviste del libretto stesso, in formato cartaceo.

Terze persone maggiorenni (quindi anche parenti vari, nonni compresi), possono versare sul libretto massimo 2.500 € (limite giornaliero).

Per quel che riguarda invece il versamento del tutore o del genitore, il limite massimo è semplicemente quello di deposito.

Ricordiamo dunque che il limite massimo per ciascun libretto è pari a 15.000 €.

Chi può prelevare

Concludiamo questa sezione dedicata alle operazioni sul libretto per minorenni parlando di chi può prelevare.

Innanzitutto, i prelievi da parte del minorenne variano in base all’età del minore.

Possono infatti prelevare quando rientrano nella tipologia IO Conosco.

Costi e commissioni del libretto postale per minorenni

Affrontiamo un argomento fondamentale per decidere se aprire un libretto postale per minorenni, vale a dire quello relativo a costi e commissioni.

Come anche altri tipi di investimento dei propri risparmi, anche per il libretto postale intestato ad un bambino sono infatti previste delle spese a cui far fronte.

Innanzitutto, le buone notizie: i libretti postali per minori non hanno costi e commissioni di apertura, gestione o estinzione. 

Questo rappresenta sicuramente un punto a favore.

Ci sono però degli oneri di natura fiscale.

Se infatti la giacenza annua media del libretto supera la cifra di 5.000 €, allora è necessario pagare l’imposta di bollo pari a 34,20 €.

Conviene aprire un libretto postale per minorenni?

Dopo tutte queste considerazioni, è giunto il momento di tirare le somme, per capire se conviene davvero aprire un libretto di questo tipo.

Non possiamo certo tralasciare la questione del tasso di interesse: lo 0,01% sulle somme depositate è un tasso davvero molto basso.

D’altro canto, è pur vero che si tratta di uno strumento di risparmio sicuro, garantito dallo Stato.

E, come tutti gli strumenti sicuri, in questo periodo storico i tassi di interesse sono bassissimi, potremmo dire trascurabili. Il libretto postale non si discosta quindi da quest’ottica.

Più che un investimento, lo possiamo quindi considerare un posto sicuro dove parcheggiare dei soldi per i nostri figli (compresi magari i regali per il bambino ricevuti in denaro da parenti o amici).

In quest’ottica però, c’è un’altra considerazione da tenere a mente, che riguarda l’inflazione: sul lungo periodo rischia di abbattersi con forza maggiore su quanto depositato.


Queste caratteristiche quindi non rendono il libretto postale per minori uno strumento che non brilla particolarmente, tuttavia, ha certamente un aspetto positivo.

Può essere infatti un buon modo di avvicinare i più giovani alla gestione del denaro, un insegnamento che spesso in Italia viene trascurato.

Considerazioni finali

Concludiamo riassumendo le informazioni principali sui libretti postali per minorenni:

  • limite di deposito: 15.000 €;

  • può essere aperto anche da un solo genitore o dal tutore;

  • ma deve essere intestato esclusivamente al minore;

  • oneri fiscali: ritenuta del 26% sugli interessi;

  • imposta di bollo: 34,20 euro (se la giacenza media annua è superiore a 5.000 €).

Quali considerazioni possiamo trarre, dopo questa approfondita analisi?

Innanzitutto la differenza tra le varie tipologie riguarda al momento solo le somme che possono essere prelevate dal minore: questo per consentire un diverso grado di autonomia.

Questa potrebbe essere una caratteristica interessante, anche per insegnare al bambino la gestione settimanale/mensile dei propri risparmi.

Fornire un’educazione al risparmio è sicuramente un aspetto da non trascurare, nella crescita di un bambino.

Restano comunque i problemi legati al basso tasso di interesse e al pericolo inflazione.

Ogni famiglia dunque può scegliere cosa è meglio per i propri figli, sapendo comunque che tutti gli investimenti considerati sicuri hanno al momento interessi bassi.

Per avere interessi maggiori, possiamo scegliere prodotti finanziari un po’ più rischiosi.

A noi la scelta.